Campagna Co.Mark Radio 24
Qui sopra puoi scorrere i testimonial che hanno dato voce alla nostra campagna radiofonica
Comunicazione efficiente e trasparente
Spesso gli imprenditori non comunicano o comunicano male con il loro collaboratori. Questo demotiva e non permette di lavorare in efficienza. La comunicazione, di qualsiasi genere, deve essere chiara, efficiente e trasparente così come compiti e doveri. Senza questo un azienda non può lavorare al meglio e si rischiano incomprensioni ed inefficienze. 
Le domande da porsi per una corretta comunicazione
Per un’azienda comunicare è fondamentale per supportare il raggiungimento di obiettivi di vendita. Comunicare in modo adeguato significa riuscire a rispondere ad una serie di quesiti riguardanti il target di riferimento. Altre domande riguardano il messaggio che si vuole comunicare quindi cosa si vuole dire ed il suo contesto, come va espresso e con quale struttura ed in quale formato. Non si devono sottovalutare le fonti e i veicoli utilizzati per farlo, e studiarne l'efficacia e l'efficienza aiuteranno a raggiungere un buon risultato. 
Collaborazione, fiducia reciproca e proattività
Le aziende che si rivolgono ad un Export Specialist necessitano di un figura professionale che le guidi durante il processo di internazionalizzazione. Hanno bisogno di un professionista che le aiuti ad identificare i mercati obiettivo da approcciare e definire la strategia commerciale da seguire per affrontare l’export. Successivamente, solamente la combinazione tra un accurata ricerca, una stretta collaborazione tra il cliente e il manager basata sulla reciproca fiducia nel progetto ed un atteggiamento proattivo potrà costituire un’arma vincente per riuscire nel progetto di internazionalizzazione. 
Il post-vendita come plus competitivo
Davanti alle politiche di prezzo aggressive e spesso incontrollate praticate dai competitor il servizio post-vendita rappresenta una leva competitiva molto forte soprattutto nel settore della meccanica strumentale e dell'impiantistica. In questi casi conta quanto il prodotto stesso e contribuisce a definirne la qualità rispetto alla concorrenza internazionale che punta sulla formula del low cost. Le aziende in grado di garantire un customer care performante grazie anche a personale tecnico qualificato avranno senza dubbio maggiori chances di appetibilità presso i prospect stranieri. 
Il Web come vetrina per i potenziali buyer
Il sito internet rappresenta la vetrina di un’azienda ed è il primo strumento utilizzato da un potenziale buyer per ottenere informazioni e recepire le prime impressioni. Soprattutto per le aziende che non sono ancora presenti sul mercato estero e che di conseguenza non hanno referenze spendibili al di fuori dell’Italia, è importante avere un sito internet, anche se in versione ridotta, tradotto in inglese.  
Dove andrà il settore meccanico made in Italy?
I due mercati che stanno registrando e che registreranno nei prossimi quattro anni trend interessanti nelle importazioni dal comparto meccanico made in Italy (sia prodotti finiti che di subfornitura) saranno la Malesia e il Sud Africa. Garantiranno una crescita costante anche mercati consolidati come Stati Uniti, Emirati Arabi Uniti e Romania.  
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23Dec 2014

Azienda agroalimentare: la ristrutturazione è servita

Inserito da: admin

L'azienda, che fattura 180.000 € è produttrice di alimenti per settore feed.
All'ingresso dell'Export Specialist tutti gli strumenti commerciali risultano obsoleti e non adeguati per una comunicazione efficiente.
L'export Specialist ha quindi convinto l'imprenditore ad avviare un processo di ristrutturazione generale e ben studiata di tutti gli strumenti di marketing.
Questo ci ha permesso di presentarci all'estero in maniera adeguata e paritaria altri grandi competitors internazionali.
Durante tutto il processo di ristrutturazione sono stati contatti diversi distributori ed importatori nelle aree di interesse definite.
A fine anno si è partecipato ad una fiera importante di settore con lo scopo di conoscere di persona tutti quei prospect con i quali si stava dialogando, dislocati in paesi lontani e non facilmente raggiungibili.
Il nuovo logo, i nuovi strumenti la ricerca mirata e l'incontro in fiera in uno stand innovativo e ben studiato ha permesso di concretizzare e chiudere importanti contratti ed ordini in paesi vergini per l'azienda.
L'iniziale scetticismo dell'imprenditore è stato spiazzato da organizzazione metodo ed esperienza. 

23Dec 2014

Quando il valore aggiunto del Made In Italy è ancora vincente

Inserito da: admin

Azienda padovana produttrice di accessori moda in “private label” con un fatturato di 2,2 milioni di Euro e una quota export pari al 50% sul fatturato complessivo aziendale.
I mercati obiettivo prescelti sulla base dell’analisi di interscambio e dei desiderata espressi dal titolare sono stati Francia e Paesi Bassi.
Dopo un’accurata analisi dei competitor di riferimento, il canale di distribuzione individuato è stato quello dell’agente di accessori moda, canale che non era stato preso in considerazione in precedenza dall’azienda cliente, in quanto orientata prevalentemente al B2B.
Attraverso una ricerca mirata abbiamo individuato in breve tempo diversi agenti specializzati nel settore e avviato collaborazioni con importanti case di moda che, nonostante la forte presenza di competitor dai paesi emergenti a basso costo, hanno saputo apprezzare la qualità ed il design “Made in Italy”.
Oggi, dopo ca. un anno e mezzo dall’inizio dell’ intervento, l’azienda cliente esporta in mercati nuovi quali Francia, Spagna e Stati Uniti. 

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  • Imprese in pressing sul “made in”
    L’Europa è l’unico continente senza leggi in tutela del Made In. Se l’Europa vuole veramente sostenere il manifatturiero, deve rendere obbligatoria l’indicazione di origine dei prodotti commercializzati al suo interno, come avviene in tutti i principali mercati mondiali. Il rischio è la progressiva deindustrializzazione dell’Europa. L’approvazione del regolamento porterebbe più sicurezza e una maggiore tutela della salute per milioni di consumatori. In Europa si creano prodotti d’eccellenza, ma non c’è l’obbligo di indicare il luogo di manifattura. Il Made in Italy rimane un must che fatica ad imporsi quando ci sono azioni che distorcono il mercato, come il dumping, ad esempio nel settore ceramico.

  • Mobili italiani nelle case di Israele
    Mobili e arredamenti "alta gamma" con un particolare interesse per i prodotti dal design minimalista. Queste le richieste che arrivano dal mercato israeliano, numericamente piccolo, ma di pregio, caratterizzato da una domanda che riconosce la qualità e il valore premium del made in Italy. Il buon stato di salute dell'economia israeliana è confermato dal tasso di crescita di circa il 3,5%, una disoccupazione stabile, mentre il deficit del bilancio statale è in miglioramento. In più il mercato immobiliare continua a vivere un ciclo di fermento, con grandi progetti residenziali in fase di realizzazione a Tel Aviv e altre aree del Paese. Il momento favorevole del mercato israeliano è confermato dall'andamento delle importazioni di arredi dall'Italia: lo scorso anno sono stati superati i 100 milioni, con una crescita a due cifre, circa il 30%, rispetto al 2012.

  • Croazia il rilancio dell’export
    L’economia croata promette bene all’interno dello scenario europeo dopo l’entrata nell’UE quando già in realtà la sua economia era agganciata all’economia dell’Unione da tempo. La politica economica del paese sta puntando sull’export, ma ancora oggi poche produzioni sono adatte ai mercati internazionali. Il Paese sta inoltre vivendo di riflesso le difficoltà dell’Ue: scarsa produttività, scarsa crescita e squilibri di bilancio. Secondo l’Istituto di Finanza Pubblica di Zagabria, il rischio è quello di considerare l’Ue come la soluzione a tutti i mali del Paese, mentre sarà inevitabile una fase di assestamento, dopo qualche anno non facile.

  • Traino europeo per l’export tricolore
    La Germania, primo mercato di sbocco per l’Italia aumenta gli acquisti italiani su base tendenziale del 4,6% accelerando rispetto ai dati del primo bimestre, con acquisti in forte aumento per farmaceutica, tessile, gomma-plastica e macchinari, protagonisti questi ultimi di una crescita del 6,5%. Ancora meglio della Germania, tuttavia, fanno altri mercati, con crescite addirittura a doppia cifra per Spagna, Polonia, Repubblica Ceca e Romania. Bene anche il Regno Unito, con l’export made in Italy verso Londra a crescere del 9,5%.

  • Dall’export di petrolio un maxi stimolo all’economia USA
    Gli Stati Uniti rischiano di strangolare il boom petrolifero se non apriranno al più presto le frontiere all’export di greggio. La decisione di cancellare il divieto al contrario potrebbe essere un formidabile catalizzatore per l'economia del Paese: tra il 2016 e il 2030, grazie a una produzione di greggio superiore a quella dell'Arabia Saudita, nelle casse dello Stato arriverebbero almeno 1.300 miliardi di dollari in più e il Pil si metterebbe a correre, con maggiori investimenti, migliaia di posti di lavoro e più ricchezza per le famiglie, anche nelle aree in cui non c'è traccia di shale oil. Liberare l'export genererebbe 746 miliardi di dollari di investimenti extra nel periodo 2016-2030, si creerebbero 394mila posti di lavoro all'anno e gli Usa risparmierebbero, sempre ogni anno, 67 miliardi in importazioni di greggio.