Campagna Co.Mark Radio 24
Qui sopra puoi scorrere i testimonial che hanno dato voce alla nostra campagna radiofonica
Newsletter e comunicazione specifica per ridurre le distanze con i nostri prospect
Le distanze geografiche e culturali creano forti asimmetrie informative tra clienti e fornitori situati in Paesi differenti.
Per tale ragione è cruciale individuare strumenti e tecniche che consentono di trasmettere correttamente le proprie potenzialità sia in termini di struttura aziendale sia in ordine alla qualità dei propri prodotti. br>L’uso appropriato di newsletter elaborate sulle specifiche caratteristiche del nostro potenziale target, consentono di trasmettere quanto di buono riusciamo a fare e soprattutto di essere sempre presenti nel panorama di riferimento dei nostri clienti.  
L'importanza di saper aspettare
È fondamentale ricordare che per veder crescere la propria rete commerciale la variabile tempo è fondamentale. Spesso sono necessari mesi, a volte oltre un anno, per portare a termine una trattativa importante o acquisire un nuovo cliente. Costanza, diplomazia e pazienza sono armi indispensabili per concludere un processo che non può essere messo in discussione da errori che vengono commessi dagli impazienti.  
Dimensionamento del mercato
È fondamentale capire il dimensionamento del mercato relativo al prodotto che andiamo a vendere. Spesso si tratta di una stima data dal numero di potenziali clienti presenti sul mercato ed il fatturato medio dello stesso. In questo modo avremo degli obiettivi ben precisi anche in termini di fatturato da raggiungere. 
Grande cura nella scelta del packaging, può risultare un fattore chiave
Una delle leve a disposizione dell’azienda per competere a livello internazionale è quella del packaging. Bio, riciclabile, innovativo, tecnologico, che punti sulla comunicazione o offra performance superiori ai prodotti concorrenti, rappresenta un solido ed evidente valore aggiunto, che deve essere in linea con le aspettative e i bisogni del target di consumatori a cui il prodotto si rivolge.
Convinzione prima di tutto
L'aspetto fondamentale per la buona riuscita di un progetto di internazionalizzazione è la convinzione. Credere nella propria azienda, credere dei propri punti di forza ed esperienza settoriale ma soprattutto credere nel manager che segue l'azienda e che deve sviluppare nuovi mercati facendo conoscere la realtà italiana nel mondo. Se questo aspetto manca l'obiettivo sarà difficilmente raggiungibile. 
Utilizzare la concorrenza a nostro favore
Competere significa saper usare anche la concorrenza a proprio favore. Identificarne i potenziali clienti su banche dati mirate, clonarne i canali distributivi, saper ottenere i prezzi che i nostri concorrenti praticano sul mercato e superarli in strategia commerciale. Ci sono enormi potenzialità da costruire “conoscendo il nemico”. 
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6Jun 2013

L'idea del concept

Inserito da: admin

L’azienda produce illuminotecnica da esterni entra in relazione con altra azienda produttrice nei paesi nordici dalle dimensioni e dall'orientamento al marketing molto più pronunciato.
L'approccio con il concorrente è voluto, e da subito si riscontra un discreto interesse verso la produzione italiana.
Durante un incontro - fondamentale- Il responsabile marketing spiega che per poter far apprezzare la collaborazione al CDO è necessario fornire un ’Concept' ovvero un significato/storia del prodotto oltre ad un giusto abbinamento delle collezioni proposte.
Un'attenta valutazione dei prodotti nonché uno studio riguardo al possibile concept/storia da proporre ha permesso di battere la concorrenza e far si che una delle lampade, cosi come la sua storia (di pura fantasia ma apprezzata ) è stata inserita nella collezione del colosso nordico e verrà venduta in tutto il mondo.
L'idea del concept è stata poi riproposta a distributori e agenti in altri paesi che hanno apprezzato e incrementato di conseguenza le vendite del prodotto.  

3Jun 2013

Partendo dall'analisi dell'interscambio

Inserito da: admin

L’azienda è di recente costituzione e produce dermocosmetici per dermatite atopica; vende i propri prodotti solo attraverso l'E-commerce. Attraverso un'attenta analisi dei concorrenti si evince che gli stessi esportano a livello mondiale attraverso distributori e agenti plurimandatari rivolti alle farmacie. Da una analisi sui mercati, la Turchia risulta essere il mercato con maggior numero di farmacie a livello mondiale con 23.636 farmacie in totale ed è un importante importatore di prodotti dall'Europa. Da qui l'individuazione di importanti partner commerciali e l'avvio di altrettanto importanti trattative. 

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  • A Tokyo è l’ora del fotovoltaico
    Il primato mondiale nell’espansione annuale conquistato dall’Italia nel 2011 ha i mesi contati: si fa avanti il Giappone, che supererà il nostro Paese e diventerà il secondo mercato mondiale del fotovoltaico, alle spalle della Cina. Il boom in corso nello sviluppo di energie alternative in Giappone, focalizzato sul solare, potrebbe portare ad una nuova capacità produttiva, in un ordine da 6 fino a oltre 9 gigawatt (contro il record mondiale italiano di 2 anni fa di 7,9). Uno dei motori di questo processo è sicuramente stato l’incidente di Fukushima che ha portato allo spegnimento cautelativo di tutti i reattori del Paese (tranne due) imponendo una diversificazione della base energetica.

  • Mercati di nuova generazione
    Secondo il Rapporto Export di SACE dal titolo “Quando l’export diventa necessario”, in una logica di medio e lungo termine i Paesi verso i quali bisognerà guardare nei prossimi anni sono Indonesia, Malesia, Filippine e Thailandia, insieme a Messico e Perù. I mercati di prossima generazione sono dunque localizzati prevalentemente nel Sud-Est Asiatico e avranno nei prossimi anni tassi di crescita sostenuti. I Paesi Brics invece continueranno a rappresentare una destinazione importante con un peso sull’export totale di beni in valore superiore al 9% nel 2016. Saranno però soprattutto i Next-7 (Corea del sud, Egitto, Filippine, Indonesia, Messico, Nigeria e Turchia) a registrare un tasso di crescita dell’export italiano di circa il 10% all’anno.

  • Nuove fonti per il credito all’export
    Secondo Sace, l’Europa ha bisogno di un mercato dei capitali più efficiente perché oggi è troppo condizionato dall’impiego bancario. In una fase caratterizzata dalla scarsa disponibilità degli intermediari finanziari ad erogare credito a medio-lungo termine è necessario individuare fonti di funding alternative. Nasce dunque l’idea di uno strumento centralizzato a livello europeo per il finanziamento diretto delle attività di esportazione. Questo strumento finanzierebbe nuove attività di export delle imprese europee erogando credito agli acquirenti stranieri alle stesse condizioni per tutti. Si creerebbe quindi un level playing field dell’area euro tale per cui la competizione tra esportatori europei si concentrerebbe su qualità e prezzo del prodotto e non più solo sulle condizioni di finanziamento offerte agli acquirenti stranieri dai singoli Paesi.